CONFIGURABILE non e' un livello di sovranita' a se' stante: e' una promessa di flessibilita'. Il servizio o pacchetto puo' essere deployato in SOV-IT, SOV-EU o SOV-EXTRA a seconda della scelta del cliente, fatta in fase di onboarding contrattuale.
Questo tag compare tipicamente sui prodotti modulari e sui pacchetti dove l'architettura applicativa e' la stessa, ma il piano di deployment cambia: stesso codice, infrastruttura diversa. Permette di non costringere il cliente a una scelta predefinita. Va pero' chiarito un caveat importante: per clienti pubblici (PA, in-house, gare con requisiti PSN/AgID) o per settori regolati (sanita', finanza con DORA, infrastrutture critiche con NIS2), il SOV va vincolato fin dall'inizio del progetto. Mantenere CONFIGURABILE oltre la fase di scoping in questi contesti puo' generare problemi di compliance durante la gara, l'autorizzazione regolatoria o l'audit.
La scelta del livello di sovranita' viene formalizzata nel contratto e nel Data Processing Agreement. Una volta selezionato, il SOV diventa vincolante per tutta la durata del servizio salvo migrazione concordata: la configurazione e' definitiva. La documentazione tecnica (DPA, DPIA, registro dei trattamenti, audit log, eventuali certificazioni di sicurezza) va prodotta o rigenerata in coerenza con il SOV finale scelto, non con il regime ipotetico.
Migrare tra livelli dopo il deployment e' tecnicamente possibile ma e' un progetto formale dedicato: puo' essere costoso, richiedere stop-and-go della produzione, e nei casi piu' delicati (es. migrazione SOV-EXTRA verso SOV-IT per progetti PA) puo' comportare nuove autorizzazioni ACN/AgID, rifacimento di DPIA e ri-validazione delle clausole con il responsabile della protezione dei dati.